EVENTI

"Rassegna eventi letterari

Di libro in libro

Sintesi di alcuni eventi a cui l'autore ha preso parte

Più Libri Più Liberi 2009 Roma 5-8 dicembre 2009

Roma da record: l'ottava edizione di Più libri più liberi chiude con oltre 55mila visitatori. Allo stand della Ibiskos Editrice Risolo anche il romanzo poliziesco Vite Corsive di Marco Nundini. Oltre 55.000 visitatori, circa il 10% in più rispetto alla scorsa edizione, circa il 20% in più di vendita negli stand, 10.000 le persone che hanno provato gli eBook, 2.000 hanno ascoltato gli audiolibri, 4.700 i collegamenti a PiùBlog, 5.200 gli utenti connessi in streaming su Rai.it, oltre 1000 i giornalisti accreditati: questi sono i numeri, e che numeri, dell'ottava edizione di Più libri più liberi, Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria che si è tenuta a Roma dal 5 all'8 dicembre.

Intervista all'autore

Lo incontriamo a Roma, nei padiglioni di Più Libri Più Liberi, fiera della Piccola e Media Editoria, ideale cornice per parlare di scrittura.

Partiamo lanciando un tema, uno dei tanti a cui il tuo libro fa da contenitore: i desaparecidos argentini. Il tuo romanzo li italianizza vero?
Per molti anni ripercorrendo le tappe della storia argentina abbiamo sentito parlare del periodo tragico degli scomparsi. Abbiamo inserito nel nostro vocabolario la parola “desaparecidos”. Ma lo abbiamo sempre fatto come innanzi ad una pagina di storia lontana, al documentario di un’epoca e di un paese che spesso ci appariva distante, dimenticando quelle radici che accomunano italiani ed argentini. Nel genoma di questa nazione sudamericana c’è un po’ di DNA tricolore. Quello dei nostri emigranti, gli stessi che nel romanzo, nel tentativo di sfuggire alla miseria, partono dal Veneto, s’imbarcano sul Principe di Udine e, in una babele di dialetti, fanno rotta per l’altra sponda dell’oceano. Una comunità che ha vissuto sulla propria pelle il peggio che il golpe militare argentino è riuscito a produrre.

Tutto il nero della dittatura nel carattere giallo del tuo romanzo dunque?
Non furono pochi gli italiani spariti nel nulla e le vicende dei miei protagonisti sposano appieno una tragica realtà, incluso il traffico di neonati sottratti alle madri che erano imprigionate in stato di gravidanza. Con la consapevolezza che sarebbe impossibile riassumere tutto nella trama di un giallo che non ha la minima presunzione di documentare, ma solo d’ispirarsi a tali tragici eventi. L’emigrazione fa da sfondo a vicende che si svolgono addirittura qualche anno avanti rispetto la nostra epoca. Un viaggio nel tempo insolito! E’ attraverso la lettura, lo studio di datate ed ingiallite lettere che i protagonisti di Vite Corsive risolvono il loro insolito caso di omicidio. Quelle stesse lettere che le famiglie di emigranti si scambiavano da una parte all’altra dell’oceano. Se ci pensi è grazie a queste lettere, grazie alla parola scritta che ci è pervenuta sino ad oggi, che noi siamo in grado di ricostruire straordinari, a volte inaspettati, frammenti di vita, una storia intima che sfugge alla memoria degli storici che documentano i grandi eventi di ogni epoca. Per scrivere Vite Corsive ho rivissuto, attraverso le loro missive, i loro diari, le vite corsive dei nostri emigranti che lasciavano le famiglie per cercare fortuna, per sfuggire alla miseria. 

E’ per questo che Bolaffi ha recensito il tuo libro definendolo un “giallo filografico”?
La filografia, quella sorta di materia, di collezione, di studio, che analizza la parola scritta come testimonianza della nostra civiltà, è certamente stata sdoganata dall’ambito ristretto della letteratura specializzata dal mio romanzo. La sensuale ispettrice di polizia protagonista in Vite Corsive è costretta a chiedere aiuto ad un docente fuori dalle righe e dal tempo: il Filografo. Con lui inizia un viaggio nel tempo. 

Passato e futuro sembrano mescolarsi nel tuo racconto, quasi a sembrare un tutt’uno…

Vedi oggi sono pochi coloro che ancora scrivono in corsivo. Io stesso ho perduto parte del ductus della scrittura omologandomi ad una sorta di stampatello arrotondato. Ma c’è di più: paradossalmente abbiamo reperti filografici del periodo babilonese che ci raccontano, a caratteri cuneiformi impressi nell’argilla, cosa scriveva un principe alla sua innamorata, ma nulla ci è rimasto dell’approccio sentimentale di due giovani della nostra epoca fatto a colpi di sms. Prova a pensare alla tua corrispondenza! Quante mail ed sms hai conservato degli ultimi sei anni? Pochi vero?. Tra trenta, quarant’anni sarà impossibile ricostruire frammenti della nostra vita così come il Filografo riesce a fare per gli emigranti a cavallo tra le due guerre. Per questo la linea temporale di Vite Corsive si sposta in avanti di qualche anno, non così tanto però da volerlo fare apparire come un romanzo di fantascienza.

Dagli emigranti alla filografia come materia d’indagine. Nell’era digitale più spinta i tuoi personaggi sembrano però mostrare qualche difficoltà a relazionarsi. Anche questo vedi nel nostro domani?
I miei personaggi sono lo specchio di una società che immagino, prodotto di ciò che io stesso sono oggi. Non pensare che io non usi il computer, anzi forse a volte io stesso eccedo nel suo impiego. Ciò non toglie che si debba essere consapevoli di ciò che vediamo: una società fatta sempre più spesso di relazioni virtuali dove la fisicità o manca del tutto o è spesso male interpretata.

 

Biobar di Salò - Lago di Garda 26 marzo 2010

 Ci siamo ritrovati li, come usava in quelle osterie del tempo che fu, quando ci si incontrava non solo per bere o per mangiare, ma per dare nutrimento alle idee, per sobillare il pensiero stantio. Per una sera almeno, tra amici. Così e stato al Vicolo Biobar Creperie di Salò venerdì 26 marzo 2010. Complice la cordialità infinita dei gestori tutti che, per dare aria al cervello, si sono inventati, accanto ad un menù biologico che soddisfa appieno il palato, una serie di portate culturali niente male, compreso questa serie d'incontri letterari di fine inverno che hanno animato il locale ogni venerdì sera.

CON L'AUTORE

Come in molte altre occasioni la presentazione avviene tra i tavoli, connubio tra gola e scrittura.

IL GIOCO DEL CORSIVO

L'autore ha proposto a chi era presente un simpatico gioco sulla scrittura corsiva dimenticata

INTERESSE E SORPRESA

Le persone presenti nel locale, dopo un po' di titubanza, hanno partecipato al gioco divertendosi.

Circolo Culturale Joy - Verona 17 aprile 2010

Joy è uno "spazio-contenitore" dedicato a chi crede che "da cosa nasce cosa". Un luogo dove trovare e condividere l'ispirazione per far nascere progetti originali e nuovi oggetti partendo da vecchi materiali, per mettere in circolo sempre nuove energie! Joy è anche incontro, partecipazione, libri. Una presentazione molto colta, sull'onda dei grandi temi educativi, quella che ha animato le stanze di Joy a Verona in questo inizio di primavera scaligera.

Congresso AITIC - Riccione 25 maggio 2010

Con un romanzo giallo dalla fiction al laboratorio reale. L'anatomia patologica al servizio dell'indagine criminalistica. Il 17° Corso Nazionale per Tecnici di Laboratorio Biomedico, promosso da AITIC, che quest'anno si è tenuto a Riccione dal 25 al 28 Maggio 2010, si è aperto in modo del tutto inusuale. Un'originale ma interessante commistione tra il laboratorio clinico e quello di scrittura.

Nella giornata di apertura, il 25 maggio alle ore 14.30, è stato Marco Nundini, TSLB ed autore del poliziesco Vite Corsive, ad aprire ufficialmente i lavori parlando del suo romanzo ed anticipando quindi i temi della prima sessione accademica del corso: quella dedicata ai risvolti forensi dell'attività in laboratorio di anatomia patologica. Per l'autore è stato un vero piacere stare insieme a tanti colleghi e traghettarli dal mondo della fiction letteraria a quello decisamente più complesso ed articolato della professione del Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico.

Pisa Book Festival 2010 - 22-24 ottobre 2010

Per tre giorni, dal 22 al 24 ottobre 2010, la città toscana è stata il punto di riferimento per la promozione degli editori indipendenti e vetrina d'eccezione per quei titoli che non sempre si trovano nei canali tradizionali della distribuzione. Non è dunque casuale che tale scenografia sia stata scelta come ideale fondale al concorso dedicato ai booktrailer promosso dalla redazione della trasmissione "La compagnia del Libro" in onda ogni settimana sull'emittente TV2000. Senza dubbio un ottimo successo per il booktrailer, firmato Loretta Turrini, del romanzo giallo Maxima Culpa di Marco Nundini, lavoro dell'autore veronese nelle librerie italiane, edito da Ibiskos Editrice Risolo, uno dei 156 editori presenti alla kermesse letteraria pisana, giunta ormai alla sua ottava edizione.

A premiare i tre finalisti, dopo una iniziale selezione effettuata sui lavori pervenuti, una straordinaria giuria di qualità che ha decretato il secondo posto per Maxima Culpa. La proclamazione è avvenuta domenica 24 ottobre alle ore 11.00 in Sala Leonardo, nel Palazzo dei Congressi che ospitava parte del festival di Pisa.

Il booktrailer

Erano presenti Elvira Todaro, direttrice artistica del Laboratorio di Cultura Digitale dell'Università di Pisa, Daniele Segre, regista, autore di "cinema della realtà", di film di finzione e di spettacoli teatrali, Roberto Arduini, saggista, giornalista e redattore de «l'Unità», scrive periodicamente articoli sulle nuove tecnologie e collabora con La Compagnia del Libro, Saverio Simonelli, della trasmissione La Compagnia del Libro di TV2000. Sono intervenuti sul palco l'autrice del booktrailer, Loretta Turrini e l'autore del romanzo Marco Nundini.

 

Hikari Verona 28 gennaio 2011

Perché la luce sia splendente ci deve essere l'oscurità! Quale migliore citazione, come questa di Francis Bacon, per evocare l'eterna lotta tra il bene ed il male e la trasposizione narrativa della stessa, per di più ambientata tra i pini ed i cipressi delle Torricelle, cuore verde e collinare di Verona. Proprio nella città veneta Marco Nundini, autore di casa, presenta il suo Maxima Culpa, un giallo a tinte fosche, dal respiro inquietante, tormentato ed enigmatico sino all'ultima pagina.

 

Frangenti Culturali Verona 17 marzo 2011

Giovedì 17 marzo Marco Nundini, ospite di Frangenti Culturali, ha presentato il suo ultimo poliziesco made in Verona dal titolo Maxima Culpa. Una bella occasione per condividere, con gli altri ospiti e con il pubblico, piacevoli momenti ludici dedicati alla scrittura nei suoi molteplici aspetti e all'arte in generale.

In modo particolare l'autore ha voluto concentrare l'attenzione dei presenti sulla bipolarità del suo lavoro che contrappone un universo femminile, impegnato in un'avvincente indagine, ad un microcosmo mitologico femmineo che caratterizza l'intera vittimologia messa in luce nel romanzo. Un giallo che si apre dunque a sfumature narrative diverse, tanto che la testata Pantheon, un bimestrale edito nel cuore della Valpantena, area collinare che regala parte dell'ambientazione al libro, ribadisce che "i non giallisti potrebbero storcere il naso e orientarsi su altri lidi, ma il pathos di Maxima Culpa promette di coinvolgere anche i meno avvezzi al genere".

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